mercoledì 22 maggio 2013

Aldo Nove



Che cos’è che rappresenta meglio di ogni cosa la società italiana degli ultimi vent’anni?
La TV, senz’ombra di dubbio. Intorno alla quale gravitano come pianeti (eternamente illuminati da tubi catodici e cristalli liquidi): Cinema, Pubblicità, Centri commerciali, Internet, nuove tecnologie e in fondo a tutto...l’uomo.
Rappresentare la realtà, narrarla senza tener presente questo nuovo, anti-umanistico, sistema ‘merceo-centrico’, ci sembra assai improbabile oggi.
Quali sono i modelli, le culture o sub-culture dominanti? In che società stiamo vivendo? Esiste ancora la Letteratura? Quale spazio ha?
A tutte queste domande si potrebbe trovare una risposta leggendo l’opera di uno scrittore geniale come Aldo Nove. Oppure, all’opposto, leggendo le pagine di Aldo Nove, scaturirebbe tutta una serie di interrogativi del genere che ci lascerebbero frastornati.

martedì 2 aprile 2013

"Il sogno della Nocilla". Un romanzo postmoderno



Parliamo di un romanzo pubblicato nel 2007 per la Neri Pozza Editore. Titolo: Il sogno della Nocilla. Autore: Agustìn Fernàndez Mallo, classe 1967, una laurea in Fisica e tre raccolte di poesie pubblicate e non ancora tradotte in italiano.
Ma, è giusto definire quest’opera un romanzo? A ben guardare si tratta piuttosto di micronarrazioni ‘rizomatiche’, prive di sbocco narrativo, storie disparate e minimal, che si intrecciano e non tra di loro, insieme a passi tratti da altri autori (saggi ed articoli scientifici per lo più). Un libro-collage perfettamente postmoderno, che ci spinge ad una prima riflessione: queste microstorie, molte delle quali ambientate proprio negli USA, ci ricordano molto Carver, padre del Minimalismo letterario americano. Nei suoi racconti infatti non c’è continuità, sviluppo e respiro narrativo. Le sue sono situazioni, piuttosto che racconti. Il Minimalismo allora non sarebbe altro che uno degli aspetti del Postmodernismo, nel momento in cui registra, a modo suo, l’impossibilità di narrare, nel senso classico del termine: seguendo cioè un percorso lineare, con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Proprio come avviene nel libro Il sogno della Nocilla, che appare come un collage di frammenti, fotogrammi, ritagli slacciati.

mercoledì 2 gennaio 2013

Infinite rock





Io, queste parole che risuonano nell’aria, non le comprendo
ma so che hanno la profonda verità del suono puro.

Rock infinito…
Energia.
Spazzi via
in un attimo
un cielo intero di pensieri.
Nella mia stanza,
lungo la strada
sulla città.
Rock assoluto…
Elettricità.

Venere





Venere...



Lana di cristallo.



Smarrita negli immensi pascoli cosmici.







Ti ammiriamo, da quassù,

io ed un canto di gallo,



mentre disperatamente cerchi

di avvicinarti allo stagno dorato.


venerdì 28 dicembre 2012

Poema della pioggia




Se potesse piovere senza smettere
e questa serata non avesse mai fine,
la pioggia assorbirebbe il rumore di tutte le auto,
                                           una morbida sommessa sinfonia...

Solo i fari si rifletterebbero all’infinito,
in un caleidoscopio di bagliori.


Se potesse piovere per giorni e ancora giorni...
non ci sarebbe più nè giorno nè notte,
                            ma solo un dolce scrosciare infinito.

Attese




                                                                                          a mari
Ci sono legioni di parole d’amore,
                                 che aspettano un segnale.
Ci sono miliardi di minuti,
                                   che aspettano di tornare.
Ci sono diamanti,
sotto montagne capovolte,
giganti sepolti di epoche arcane.

Ci sono binari incompleti, strade da bonificare,
ci sono frutti dolcissimi,
                                che aspettano di sbocciare.
Ci sono onde e poi onde,
                                   che non le puoi contare,
<<vorrei>>, sussurri,
carezze infinite di sale.


                         Ah! Poter tornare alle tue labbra...

un solo tuo bacio
               e un maremoto squarcerà il mare!!





Natività (installazione)





Al centro di una grande tavola un piccolissimo e grazioso presepe artigianale, una semplice natività.
Tutto intorno i resti di una cena, di una ‘serata’: scatole strappate di pandoro, pezzi di pane, pacchetti accartocciati di sigarette, bottiglie semivuote di spumante, fishes e carte sparpagliate, bucce di mandarino, un accendino, gusci di frutta secca, piatti e bicchieri di plastica, alcuni con mozziconi galleggianti, una grossa zuppiera di insalata, carte di cioccolatini….